Gli otto veli

Gli otto vei

Molti hanno scritto in questi giorni ritratti, più o meno fedeli, dell’uomo contemporaneo: quali sono le sue speranze, quali i suoi limiti, le sue ambizioni. La maggioranza di questi scrittori - spesso personaggi famosi - sono tuttavia svigoriti da certi limiti fondamentali: o condividono idee e pensieri di coloro che descrivono, e quindi non hanno il distacco e l’esperienza necessari a una visione obiettiva della realtà; oppure mancano di credibilità, essendo tutti presi da una delle molte ideologie che, convinte di risolvere antichi problemi, hanno invece nella pratica fallito nei loro intenti. Ne nascono opere rispecchianti quella scialba uniformità che pare sommergere la stragrande maggioranza degli uomini di questo secolo, o invece prospettanti improbabili alternative, il cui risultato è solo accresciuto scetticismo, penosa sconfitta dell’uomo d’oggi.
Non così Augusto Robiati. La lettura dell’indice di questo suo nuovo libro potrebbe farci credere che egli si atteggi a giudice dei propri simili, che voglia sferzare senza costrutto costumi impossibili da correggere, solo perché non esiste la ricetta adatta. E invece la lettura del testo ci fa scoprire un uomo singolare, che dalle sue esperienze quotidiane - il lettore interessato potrà informarsene meglio in ’Uomo svegliati’ - è uscito rigenerato, libero da molti di quei ‘veli’ che a molti uomini impediscono oggi di esprimere le infinite qualità di cui Iddio li ha dotati. L’esperienza lo ha condotto a una visione positiva della vita e dell’uomo: gli ha dato non solo occhi abbastanza acuti per vedere i ‘veli’ che impediscono all’incredulo...

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